A gennaio, quando ci siamo ripromessi di camminare per ore e ore, il primo luogo esplorato è stato il comune di Giuggianello. Abbiamo parcheggiato la macchina nella periferia di questo paese (ancora 50 chilometri non riusciamo a farli di seguito), e abbiamo iniziato a percorrere le campagne intorno al borgo. Eravamo a conoscenza del fatto che queste campagne si caratterizzavano per la presenza di menhir, dolmen e da alcuni enormi macigni chiamati “Massi della Vecchia”, e la curiosità di vederli era davvero tanta. Prima di abbandonare il paese, abbiamo interrogato la gente del posto, che ci ha indicato il sentiero giusto da prendere, poiché la presenza di questi massi non è segnalata da nessuna parte (incredibile vero?). Dopo poco meno di un’ora di cammino, e dopo aver avuto gli occhi ben sbarrati con la speranza di scorgere queste testimonianze, finalmente sulla nostra destra, abbiamo intravisto un vuoto nel mezzo di un uliveto, dovuto alla presenza di grandi blocchi di pietra. Ci siamo avvicinati, e siamo rimasti fermi, immobili, di sasso, perché l’energia del posto è stata davvero paralizzante. Eravamo di fronte a queste enormi sculture della natura, chiamate appunto “Massi della Vecchia”.

I Massi della Vecchia

I Massi della Vecchia

Su di essi, è stato già scritto tanto, da studiosi e non, e quindi mi limito solo a dire che sono grossi blocchi calcarei di epoca miocenica, e che sono lì da milioni di anni. La loro forma così strana è dovuta all’azione degli agenti atmosferici, come pioggia e vento, che hanno modellato queste rocce per migliaia di anni. I massi hanno fatto lavorare d’immaginazione la gente del posto, che ricca di fantasia, ha prodotto numerose leggende e ha addirittura assegnato dei nomi ai singoli massi. I due massi più scenografici sono chiamati:

“Il letto della Vecchia”;

I Massi della Vecchia
ed il “Furticiddhu della Vecchia”;

I Massi della Vecchia

Si è sempre raccontato che il posto fosse abitato da una vecchia strega, che trasformava in pietra chiunque non sapesse rispondere correttamente alle sue tre domande, senza distogliere lo sguardo dai suoi occhi. Chi, invece, avesse risposto correttamente, avrebbe ricevuto in dono un grande premio: una gallina con sette pulcini interamente in oro. Voi avreste tentato la fortuna, a queste condizioni?

I Massi della Vecchia

L’ipotesi più particolare, riguardo a questo sito di Giuggianello, è compiuto dal francese François Lenormant, che ha identificato uno dei massi con quello del “Masso oscillante d’Ercole”, oggetto della leggenda di cui parla Aristotele nel “De Mirabilis Auscultationibus” (“Le Audizioni Meravigliose”). Il filosofo, infatti, raccontava nella sua opera, che nella parte estrema della Japigia (il Salento veniva chiamato così), esisteva un masso tanto grande che sarebbe stato impossibile trasportare. Ercole, invece, sollevatolo senza alcuno sforzo, l’ha utilizzato durante la guerra contro dei terribili giganti, svoltasi addirittura nelle campagne salentine. Una volta lanciato durante la lotta, il masso sarebbe rimasto lì per sempre, tra gli uliveti del bel borgo di Giuggianello.

Sono convinta che se questi massi si fossero trovati in Francia, o in altro paese europeo attento alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio, essi sarebbero divenuti presto, prestissimo, un museo a cielo aperto, e ci sarebbero state segnaletiche e cartelli per indicare il sito, e anche sicuro una biglietteria per poterli visitare. Dall’altra parte, però, devo ammettere, che camminare nel silenzio più profondo, senza turisti, e gente rumorosa intorno, e ritrovarsi davanti a questa incredibile opera della natura, mi ha tolto il fiato e le parole per un po’ di tempo.

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