Di solito non scrivo mai subito dopo una camminata o un viaggio. Lascio passare del tempo per far sedimentare le impressioni. Ma questa volta l’emozione è tanta e devo farla uscire da qualche parte. Pochi giorni fa si è svolta la prima camminata ufficiale di Made For Walking. Ebbene questo blog è divenuto da poco tempo un’associazione, che avrà lo scopo di promuovere il camminare dovunque ci si trovi. Le regole per entrare a far parte dell’associazione sono poche e semplici: godere della lentezza, camminare un po’ di più, essere più consapevoli e attenti all’ambiente, e considerare la natura una grande madre che ogni volta ci accoglie nel suo tempio-casa.

Vie del Sale   

Domenica scorsa in collaborazione con il WWF Salento, Made For Walking ha avuto il piacere di inaugurare la sua nuova stagione di camminate con un percorso spettacolare e con tanti partecipanti, lungo uno dei più bei sentieri qui nel Salento: le Vie del Sale a Corsano, all’interno del Parco Naturale Regionale Otranto – S.S. Maria di Leuca – Bosco di Tricase.   Abbiamo ripercorso gli antichi tratturi, che per secoli hanno rappresentato le uniche vie di collegamento tra il paese di Corsano e la marina limitrofa. Ogni tratturo, infatti, si dirige al mare. E questo non è un caso. Erano le vie che conducevano dalle campagne alla costa, precisamente alle saline, le conche dove il mare depositava la sua acqua, e da dove i corsanesi recuperavano l’oro bianco: il sale!

Vie del Sale

Take Walks in CorsanoVie del Sale

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Un rapporto forte, fortissimo quello tra i corsanesi e il mare, e che abbiamo provato a immaginarlo con questa camminata.

In realtà tutta la storia dei popoli mediterranei è sempre stata collegata con le “Vie del sale”, cioè quelle grandi strade commerciali tracciate dal mare verso i territori interni. Oggi è difficile crederci, visto che è sempre a disposizione sulle nostre tavole, ma il sale è stato un elemento ritenuto nell’antichità più prezioso dell’oro.

La storia del sale è cosi straordinaria e articolata che oltrepassa i limiti della nostra immaginazione. Tutte le civiltà della Terra hanno avuto un rapporto più o meno differenziato con questo elemento importantissimo nelle diete alimentari e nella conservazione dei cibi. Il sale ha da sempre contribuito allo scambio tra le varie civiltà, stabilendo vie commerciali importantissime. La storia del sale cammina di pari passo insieme alla storia dell’uomo. La sua, infatti, è la storia delle saline, delle miniere di salgemma, e di tutti quegli uomini che hanno attraversato i mari, percorso deserti, risalito i fiumi e le montagne d’Europa, e degli altri continenti per trasportarlo. Le “vie del sale costituivano le grandi “strade commerciali” dell’antichità, che dal mare si dirigevano verso l’entroterra.

Omero descriveva il sale “sostanza divina”, mentre per Platone era “particolarmente caro agli dei”. Gli stessi Romani lo utilizzavano nelle offerte agli dei, lo impiegavano come farmaco oltre ad utilizzarlo nell’arte della conservazione. Per i Latini il sale era preziosissimo, ed era chiamato “sal”. La sua radice è contenuta in altre parole, che ci fanno comprendere il valore stesso di questo minerale: “salve” (per augurare a qualcuno un’ottima giornata), “salus” (salute), “salubritas” (sanità) e “salario” (la porzione di sale ricevuta come stipendio dai soldati insieme ad altri viveri).

Per passare sulla “strada del sale” si doveva pagare una tassa e i governi esigevano un obolo che veniva calcolato sul valore della merce in transito. Le popolazioni antiche, che possedevano la possibilità di estrarlo, si sono arricchite con il suo commercio.

Tutto questo avveniva anche Corsano, paesino collocato sul versante orientale del Capo di Leuca. L’estrazione del sale qui era molto importante per l’economia del comune e rappresentava una delle poche fonti di sostentamento. La vendita di questo prezioso minerale consentiva una dignitosa sussistenza a gran parte della popolazione corsanese. L’attività di raccolta del sale, in apposite vasche scavate sulla scogliera, è durata fino agli anni ’70 del secolo scorso, nonostante gli intensi controlli serrati della Guardia di Finanza, che doveva arginare il fenomeno del contrabbando: il suo commercio, infatti, fu monopolio statale fino a pochi decenni fa.

Ai corsanesi serviva solo l’acqua del mare, l’energia del vento ed il calore del sole per produrre “l’oro bianco”. La lavorazione era alquanto semplice: si convoglia l’acqua in vasche dalle diverse dimensioni, provocandone l’evaporizzazione e lasciando depositare il cloruro di sodio sul fondo, dove veniva poi raccolto in grandi sacchi di juta e trasportato lungo i tratturi Nzepe-Bortoli, Scalamonte, Monterone, Scalapreola.

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Take Walks in CorsanoVie del Sale

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Noi domenica siam partiti da Località Scalamasciu, dove abbiamo parcheggiato le auto presso il parcheggio del Ristorante Oasi a Corsano e percorso un itinerario ad anello di pochi chilometri (circa 9), ma non facile. Dal parcheggio ci siamo avviati in direzione Guardiola, camminando sulla costiera e dopo una breve camminata con il mare al nostro fianco, siamo giunti in Località Scalapreula, da dove è iniziata una dura salita per risalire il tratturo omonimo. Questo tratturo risale verso l’entroterra sviluppando un dislivello di circa 135 metri, ed un certo punto, dopo un po’ di gradoni in pietra, antichi terrazzamenti, e muretti a secco, taglia perpendicolarmente la litoranea.  Da qui in ordine cronologico i punti toccati sono stati: Tratturo Nzepe-Bortoli, Torre Specchia Grande, Tratturo Scalamonte, strada Cazzamendola – Monte, Cappella di Santa Maura, Tratturo Monterone e di nuovo località Scalamusciu, dove la nostra camminata ad anello ha avuto fine.

Take Walks in Corsano

Take Walks in CorsanoVie del Sale

Abbiamo già detto che l’iniziativa di #TakeWalksInCorsano è stata inserita nell’ambito della Campagna per il clima 2015 del WWF Italia. Questo grazie alla volontà del Presidente WWF Salento Vittorio De Vitis, che ha creduto tanto nella necessità di sostenere le attività di #MadeForWalking. Si è unito al nostro cammino anche lui,ed è stato anche tanto utile. Ci ha descritto tutte le piante e fiori incontrati sul cammino! Abbiamo trovato di tutto, sia piante tipiche dell’ambiente rurale (ulivi, carrubi, olivastro, mandorli, melograni ecc.) e sia dell’ambiente naturale (quercia spinosa, roverelle, leccio, mirto, lentisco,fillirea, caprifoglio mediterraneo, alaterno, smilace, robbia, dafne, salicornia). Non sono mancate piante molto rare e rarissime come: l’euforbia arborea, alisso di Leuca, campanula pugliese.

Vie del SaleVie del Sale

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Vie del SaleLe Vie Del Sale

Per vari motivi, l’Associazione si ferma un paio di settimane, perché ci sono un po’ di cose da sbrigare. Ma si riparte nuovamente a dicembre, con tante sorprese in arrivo per tutti i viandanti che cammineranno con noi.
Cosa vogliamo ottenere? Tanti piedini in cammino con noi!!!

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2 Comments
  1. È stata una splendida esperienza..da ripetere al più presto!!!! Un grazie infinito alle nostre due belle ‘Rosse’ Viviana e Luciana ottime guide!!! Tanti cordiali piedini piediniiiii!!!!

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