Sono stata invitata ad un contest, davvero speciale. Il contest è stato ideato dall’ Associazione 34°Fuso (qui il loro sito), con la collaborazione di tre importanti musei salentini: il Museo Ferroviario della Puglia, il Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno, e il Museo Civico P. Cavoti di Galatina. Essi sono stati i protagonisti assoluti dell’iniziativa “Tipi da Museo -MuseoWebLab Contest”, che altro non è stata che una residenza, in cui blogger e creativi, si sono cimentati a promuovere queste tre interessanti realtà museali. L’obiettivo è stato quello di dare ad esse la giusta visibilità, attraverso le creazioni di questi professionisti, nate da suggestioni ispirate proprio dalla visita dei musei.

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

A me è stato assegnato il Museo Ferroviario della Puglia, un posto davvero particolare, gestito dall’ A.I.S.A.F. Onlus (Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie), che ha lo scopo di diffondere e valorizzare la storia del trasporto collettivo su rotaia, e la conoscenza delle realtà ferroviarie, attraverso il restauro di rotabili salvati dalla demolizione. In questo museo così particolare (basti pensare che in Italia vi sono pochissimi musei di questo tipo), si conservano e si salvaguardano rotabili storici, locomotive a vapore (il vapore esce ancora!), locomotori elettrici e diesel, carri e carrozze, provenienti tutti dalle Ferrovie dello Stato, e dalle Ferrovie Sud Est, e poi ancora cimeli e documenti importanti per la testimonianza della storia ferroviaria della Puglia. Per chi leggesse questo post da lontano, le Ferrovie Sud Est (FSE) sono una società a responsabilità limitata, di cui il socio unico è il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che gestisce bene 474 chilometri di linee ferroviarie nelle quattro provincie meridionali della Puglia, e unisce sin dal 1930, le città di Bari, Taranto e Lecce.

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

La storia del Museo Ferroviario di Puglia parte nel 2007, quando il Comune di Lecce, acquista dalle Ferrovie dello Stato questo grande capannone industriale, collocato proprio alle spalle della stazione del capoluogo salentino. Questo perché il capannone è stato da sempre un’enorme officina di manutenzione, di proprietà delle Ferrovie dello Stato, e denominata “Squadre di Rialzo”. Nel 2010, inizia finalmente la ristrutturazione dell’intero stabile, e il Comune decide di affidare l’organizzazione e la gestione del futuro museo, all’Associazione AISAF, composta da appassionati (è dir poco) di treni e ferrovie che si prefiggono lo scopo di valorizzare la cultura ferroviaria attraverso la conoscenza della storia del trasporto collettivo su rotaia. Detto questo, non pensate a persone sedute dietro ad una scrivania che gestiscono in maniera annoiata un museo. Pensate, invece, che ogni giorno, queste persone dedicano ore del loro tempo libero, a sporcarsi le mani e i vestiti per lavorare nei restauri di vagoni e carrozze, o a creare dei fantastici plastici ferroviari, che riproducono situazioni locali, o ancora a rimettere in sesto ed in esercizio treni d’epoca per effettuare viaggi turistici e didattici sulle linee del Salento.

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Il Museo Ferroviario della Puglia nasce con lo scopo ben preciso, quindi, di regalare ai suoi visitatori, un inconsueto e autentico viaggio nel tempo, tra locomotive a vapore e treni, che hanno reso, nel passato e ancora oggi, più coesa la regione Puglia.

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

All’inizio, quando sono stata invitata a raccontare questo luogo, sono andata un po’ nel panico. Lo ammetto. Io amante dell’arte medievale dovevo mettermi a confronto con un posto così importante dell’archeologia industriale. Ed inoltre, l’unica cosa che mi riesce meglio, ora in questo momento della mia vita, è il camminare, una cosa così semplice, e anche tanto lontana da questo tipo di mezzo di trasporto. Se fosse possibile, abolirei ogni mezzo di trasporto, che non fossero i miei piedi. Ma, invitata durante il contest, ad ascoltare una visita guidata all’interno del museo, tutto all’improvviso si è risolto, ed è divenuto tutto più chiaro su come fare a svolgere un compito così inconsueto per me.

Nel Museo Ferroviario di Puglia, la prima cosa che viene in mente, dopo aver per un po’ ascoltato la nostra guida, e responsabile del Museo, Fabio Vergari, è la parola “trasporto”. Sembrerebbe scontato questo collegamento, poiché sono stata in un posto dove sono conservati grandi vagoni e littorine del passato, utilizzate per il trasporto di viaggiatori. Ma il trasporto cui mi riferisco è la parola sinonimo di passione. Si perché di passione ce n’è tanta in questo posto magico. Basti pensare che la parola che si sente più spesso nominare durante la visita guidata è “volontari”. Volontari che ogni giorno si prendono cura, restaurano, portano a nuova vita, queste locomotive, o dedicano ore e ore al modellismo ferroviario per ricostruire tragitti immaginari o storici, in grado di risvegliare il bambino stupito in ognuno di noi.
La parola TRASPORTO è suggerita anche da quei binari che partono dal museo e si collegano alla stazione centrale di Lecce. Sono i binari che per decenni hanno condotto lontano chissà quante storie di umane imprese. E chissà quante persone, lungo i decenni, hanno preso questi treni, percorso chilometri, per raggiungere qualcuno, o avvicinarsi un po’ di più ai loro sogni. La mia passione è fatta di sogni a piedi e di tanti cammini, quindi appena ho visto quei binari fuori dal museo, ho avuto la voglia irrefrenabile di mettermi a camminare proprio su di essi, e di vedere dove portassero. Ma ovviamente era vietato, vietatissimo.

A questo punto però, si è accesa dentro subito la volontà di raccontare questo museo attraverso proprio il camminare, e di ripercorrere a piedi sentieri, che costeggiano per brevi tratti i binari della Ferrovia Sud Est. E così è stato. Mi sono messa subito in cammino, non da sola. Con me sono venute delle care amiche, e poi la dolce illustratrice Chiara Spinelli, anche lei invitata a partecipare al contest, e a raccontare il Museo Ferroviario attraverso i suoi disegni (potrete ammirarli sino al 9 gennaio nella sala, che accoglie le locomotive a vapore).

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Perché? Qual era il nesso fra un museo ferroviario e le mie camminate strampalate? Semplice. Volevo guardare, osservare, non perdere nulla di quei paesaggi, che decine di migliaia di persone, continuano ancora oggi, dopo decenni, a guardare dal finestrino di una littorina delle Ferrovie Sud Est. In fondo il Museo Ferroviario non ha la stessa missione? Voi direte di no. Io invece di si. Il Museo, come le mie camminate e le immagini prodotte, vogliono conservare e preservare le memorie di innumerevoli viaggi fatti in treno nel nostro territorio. Io con questo piccolo viaggio a piedi, lungo i binari della ferrovia Sud Est, cerco solo di aggiungere a questo racconto, custodito dal museo, la visione degli esterni, i paesaggi attraversati, e i panorami dell’anima del viaggiatore.

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Museo Ferroviario della Puglia / Ferrovie Sud Est

Per tutti questi motivi, il museo a me è apparso subito un posto romantico. Molto romantico. Eppure ci sono solo vagoni, attrezzatura antica e moderna degli addetti ai lavori, e tanto tanto ferrame. Ma se si va oltre (basta essere dotati di poca sensibilità), si comprende che in quel capannone sono conservati vagoni di anime e di storie. Ho pensato a tutto l’olio di oliva, al tabacco, ed altri prodotti della terra, lavorati dai nostri tris e bisnonni, e frutto del loro durissimo lavoro nelle campagne, che veniva trasportato chissà dove (il signor Vergari mi ha spiegato che, soprattutto, dalla metà del ‘900, sono stati trasportati quintali e quintali di patate, coltivate nel sud Salento, e poi presenti nei mercati dell’Europa del Nord). Ho pensato a tutte quelle persone che nei primi del ‘900, hanno avuto la possibilità di saltare su un treno da i loro paesini del profondo Salento, e provare a cambiare la loro vita. Ho pensato a tutti quegli immigrati, che ancora oggi, utilizzano le Ferrovie Sud Est, per raggiungere i loro “posti di lavoro” non in regola. Insomma vagonate di belle riflessioni, e tanta presa di coscienza sul fatto che quei binari, che dal museo si diramano sul territorio pugliese, hanno da tanto tempo trasportato innumerevoli storie ed esperienze. All’interno di questo museo io sono salita su un treno speciale, quello della “testimonianza”.

Il Museo Ferroviario della Puglia è, infatti, un posto che aiuta a comprendere chi eravamo, e dove siamo andati nel passato, e per questo quindi, un posto che aiuta a mantenere viva la nostra memoria storica collettiva salentina, e ci aiuta a capire dove ci stiamo dirigendo oggi.

P. S. Sappiate che di domenica, le Ferrovie Sud Est sono inattive. Non siamo così fuori di testa a percorrere dei binari con i treni in corsa!

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