Se penso ad una città dove bisogna assolutamente mettere piede in Italia, penso subito a Napoli. Città indescrivibile ma soprattutto ingiudicabile. Personalmente, diffido molto di chi riesce ad avere un giudizio netto dopo pochi passi o poche ore in questa città. Davvero, non riesco proprio a capire i viaggiatori o i travel blogger che decretano: è bella, è orribile, è cattiva, è stupenda, è male organizzata, è ingestibile, è un sogno ecc. Napoli non è descrivibile. Napoli è tante cose insieme: è storia, è i mille racconti delle persone che la vivono, è stratificazioni di epoche, è leggenda. Qualunque aspetto si voglia indagare, è sicuramente una città che richiede tempo. Tanto tempo. Chiede soste e ascolto. Chiede di essere vissuta e non giudicata perché, forse, il segreto di Napoli è tutto qui.

Napoli

E’ come cercare di avere un parere definitivo sull’Italia… impossibile. Napoli è l’Italia, con la sua bellezza e contraddizione. Mentre camminavo a Napoli mi è capitato di essere disgustata per qualche motivo e l’attimo dopo profondamente innamorata. Non puoi amarla o odiarla, puoi soltanto amare e odiare insieme. Puoi provare stupore e meraviglia e l’attimo dopo nausea. E’ questo il grande potere di Napoli: farti sentire vivo ad ogni passo.  Qui tutti i cinque sensi (e anche il sesto) sono attivissimi.

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Ho pensato che fosse abbastanza inutile parlarvi di cosa vedere e cosa fare in città. I monumenti, le chiese, i palazzi, i musei da visitare in città sono troppi. E sinceramente sceglierne solo alcuni per tralasciarne altri non mi sembrava giusto. Dopo Roma, credo che sia proprio questa la città con la più alta concentrazione di patrimonio artistico. Non basta un weekend per conoscere Napoli. Nemmeno una settimana, ma nemmeno una vita. Bisogna solo lasciarsi andare ai tanti passi che si possono fare e alle emozioni più vere che si possono provare in un ambiente urbano. Si perché Napoli non è solo “mille culuri”, ma anche infiniti paesaggi umani.

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Per questo motivo vi parlerò di una camminata simbolica, fatta in uno dei quartieri più controversi della città: Quartiere Sanità. Questo quartiere è purtroppo spesso nominato nei Tg nazionali per i tanti crimini che si perpetrano. Il giorno in cui ho deciso di esplorarlo a piedi, si celebrava una messa in memoria di Gennaro, un diciasettenne ucciso dalla camorra pochi giorni prima. Davanti alla chiesa di Santa Maria alla Sanità, ho visto i suoi amici piantare un albero di ulivo per ricordare Gennaro, insieme ad un grande striscione con la scritta “Genny Vive”. Insomma, momenti che rimarranno impressi nella mia memoria.

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Rabbia, sgomento, tristezza sono spariti quando, dopo cinque minuti, ho conosciuto lei, Miryam. La guida ufficiale delle “Catacombe di Napoli” un progetto bellissimo della Cooperativa Sociale “La Paranza”. Se visiterete il loro sito, vi apparirà questa frase: “E’ nelle tenebre che inaspettatamente si rivela la luce”. Ed è proprio quello che è accaduto a me quel giorno. Dopo aver visto le tenebre, guardando i volti tristi di quei ragazzi mentre ricordavano il loro amico defunto, ho visto subito dopo la luce. Ho visto un gruppo di giovani, che si sono rimboccati le maniche per rendere il loro quartiere più bello e pieno di speranze. Il giorno prima per caso ho trovato il loro volantino nel mio B&B e nello sfogliarlo mi ha colpito l’itinerario proposto dalla cooperativa dal nome: “Il miglio sacro”, un percorso lungo un chilometro alla scoperta dei tesori del Rione Sanità. Mi è bastato chiamare e prenotare l’escursione per il giorno dopo, che solitamente si tiene ogni domenica del mese (fortunatamente era sabato!). Grazie a questo splendido tour a piedi si possono visitare i monumenti più importanti del quartiere insieme a delle guide molto preparate, ma soprattutto che vivono nel quartiere e che fanno del loro meglio per riqualificarlo. L’escursione inizia alle ore 9:30 e termina verso le 13:30. I monumenti e i luoghi inseriti nell’itinerario sono incredibili e vi consiglio vivamente di metterci piede. Di seguito visiterete:

·      le Catacombe di San Gennaro, il più bel percorso sotterraneo a Napoli, il primo in assoluto da visitare, per ammirare splendidi affreschi e mosaici, e dove sorgeva la tomba del Santo Patrono;

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·      la basilica di San Gennaro Extra Moenia, una basilica paleocristiana dimenticata per decenni e restituita da poco alla città;

·      il celebre Cimitero delle Fontanelle, uno dei luoghi simbolo della devozione della città di Napoli verso i defunti e dove comprenderete il legame fortissimo tra i napoletani e la morte;

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·      la Basilica di Santa Maria della Sanità, un autentico museo della pittura napoletana del XVII secolo, con preziosi quadri, tra gli altri, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro, e la prima rappresentazione napoletana della Madonna con Bambino, riscoperta dalle Lave dei Vergini nel V-VI secolo d.C.;

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·      le Catacombe di San Gaudioso, dove i mosaici precristiani si mescolano con gli affreschi seicenteschi, in un unico grande monumento;

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·      l’esterno del Palazzo Sanfelice, uno dei capolavori del barocco napoletano, progettato da Ferdinando Sanfelice;

·      il cortile del Palazzo dello Spagnuolo la grande scalinata ad ali di falco, ornata con decorazioni a stucchi;

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·      Porta San Gennaro, una delle porte più antiche di Napoli, accesso alla città per chi proveniva da nord e passaggio obbligato per andare alle Catacombe di San Gennaro.

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Insomma tantissima arte, tantissima storia, tantissime sensazioni in un solo chilometro a piedi. Una passeggiata che non potrò mai dimenticare.  A dare un tocco di colore in più, il mercato rionale. Appena arrivati, intorno alle 13, mi sembrava così desolato che, fra me e me, ho pensato: “un mercato di domenica? Che strano! Ovvio che ci sia poca gente, saranno tutti a pranzo!”. Ho avuto giusto il tempo di elaborare il pensiero e convincermene, che in meno di mezz’ora il mercato è diventato un luogo affollatissimo dove mi girava la testa per il tanto caos. Allora ho chiesto spiegazioni a Miryam, che conosce benissimo i ritmi del quartiere, e mi risponde che la domenica è sempre così: si va al mercato tardi perché si pranza alle 15:30 e ci si alza da tavola alle 19:00. Abitudini che, pur essendo salentina e quindi del sud, mi hanno stupita.

Vi ho già detto che a guidare il piccolo gruppo c’era la bravissima Miryam. Devo essere sincera. Molte volte preferisco gironzolare sola per le città senza l’aiuto di nessuno. Ma la sua guida è stata  davvero speciale. A parte la sua preparazione, mi ha colpito la passione per quello che fa. Ed è emozionante tutto questo. Il suo non è semplicemente un lavoro, ma una missione. Si, una missione. Una missione condivisa con tutti i suoi colleghi (gentilissimi sia al telefono che alla reception della sede) per ridare a questo quartiere quello che merita: una nuova VITA, dopo tanta morte.

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Dopo la fine del tour, gli altri partecipanti ci hanno salutato, mentre io ho trascorso un altro po’ di tempo in compagnia di Miryam (il suo sorriso è travolgente).  Abbiamo continuato a camminare insieme e chiacchierato un po’ sul quartiere, con qualche selfie e foto qua e là. E poi mi ha fatto un altro regalo. Mi ha fatto entrare nella pasticceria più buona di Quartiere Sanità (Poppella Pasticceria), dove il titolare vanta un’incredibile invenzione nel mondo della pasticceria:  il FIOCCO di NEVE.  Pensate che questa dolcissima invenzione ha reso celebre il suo inventore, e la domenica da tutta Napoli vengono a comprare il mitico Fiocco di Neve. Il suo sapore? Indescrivibile, proprio come Napoli!

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